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L'artista: Paul Cadden è nato a Glasgow, in Scozia, nel 1964.

Ha cominciato a disegnare a 6 anni, perseguendo fin da bambino l'ideale artistico. La sua ispirazione si spiega con la frase: "Intensificare il normale".

Partendo da un'immagine della vita quotidiana, realizza un disegno che abbia un forte impatto emotivo.

 

 

©Paul Cadden/Solent News & Photo

 

"Cerco di analizzare l'aspetto intrinseco di un'immagine, piuttosto che rimanere focalizzato solo con il suo aspetto interiore".

 

Paul ha esposto i suoi lavori non solo nel suo paese, dove nel 2011 è stato finalista per il premio "Artista dell'anno", ma pure negli Stati Uniti ed in Giappone.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Questo articolo e le immagini relative non possono essere copiate o riprodotte, senza il permesso del titolare del copyright.
'This article and associated images may not be copied or reproduced elsewhere without the copyright holders permission'.
Copyright 2013 © Paul Cadden

 

 



"Intensificare il normale":
i disegni iperrealisti
di Paul Cadden

 

 

 

Cosa ha di particolare questa fotografia? Il fatto di non essere una foto, ma un disegno realizzato a matita su carta, dall'artista scozzese Paul Cadden

 

Paul Cadden

 

Dalle rughe su un volto, da una nuvoletta del fumo di una sigaretta o dall'acqua gocciolante su un viso, i disegni di Cadden appaiono incredibilmente realistici: "Mi piace conoscere le storie che stanno dietro ai miei ritratti - spiega Cadden - le storie che hanno modellato e intagliato quei volti".

 

La sua tecnica, definita "iperrealismo" deriva dal fotorealismo, un genere di pittura basato sull'uso di una o più fotografie da utilizzare nel processo della creazione dell'opera, in genere ad olio o ad acrilico, al fine di avere un aspetto finale il più simile possibile alla fotografia.

 

"L'Iperrealismo - spiega Cadden - tende a creare un impatto emotivo, sociale e culturale e si differenzia dal fotorealismo che è molto più tecnico".

 

Le sue opere necessitano, in media, da tre a sei settimane di lavoro, Cadden crea circa sette pezzi ogni anno, di solito nei formati A1 (594x841 mm) o A0 (841x1189 mm), attualmente quotati nelle gallerie circa 5.000 sterline.

 

Paul Cadden

Paul Cadden al lavoro su una delle sue opere

 

Paul Cadden

Dopo © Paul Cadden

 

"I ritratti sono i miei preferiti - spiega Paul - mi piace particolarmente questo di un uomo con l'acqua che cola sul volto, intitolato 'Dopo'".

 

Paul Cadden

© Paul Cadden

 

"Penso che la creazione artistica non porti all'alienazione e anzi possa essere altamente gratificante; uno può mettere la propria personalità in un oggetto e può anche trarre soddisfazione dal fatto che un altro, a sua volta, goda di questa realizzazione. Anche se i miei disegni si basano su fotografie, fotogrammi video ecc, l'idea è di andare oltre la fotografia. La foto viene utilizzata per focalizzare il soggetto raffigurato, l'immagine virtuale diventa viva, un'intensificazione del normale. Quest'arte cerca di mettere in evidenza il soggetto che diventa tangibile, reale, vivente. In quello che riproduco l’importante per me sono i dettagli, i segni in grado di raccontare un’essenza che resta invisibile nella fotografia. La realtà diventa l’illusione. I segni ne tracciano e ne imprigionano la vita.”.

 

"Soggetti e scene nei miei disegni sono meticolosamente dettagliati per creare l'illusione di una nuova realtà non vista nella foto originale. Questo stile Iperrealista si concentra molto di più sui dettagli e sui soggetti raffigurati. Sculture e dipinti iperreali non sono rigorose interpretazioni di fotografie, né sono illustrazioni letterali di una particolare scena o di un soggetto. Invece utilizzano elementi aggiuntivi, spesso sottili, per creare l'illusione di una realtà che non esiste o non può essere vista dall'occhio umano. Inoltre, si possono incorporare elementi tematici emotivi, sociali, culturali e politici come un'estensione dell'illusione visiva; insomma una visione diversa rispetto alla scuola, più vecchia e considerevolmente più letterale, del fotorealismo".

 

Paul Cadden

© Paul Cadden

 

Ciò che rende Cadden diverso dagli altri artisti iperrealisti è che lavora prevalentemente con matita e gesso, mentre molti altri tendono ad usare un aerografo.

 

Solo avvicinandosi molto ai suoi lavori si nota che non si tratta di fotografie, ma di realizzazioni a matita.

 

Paul Cadden

© Paul Cadden

 

Come si inizia a creare un'opera? Ci puoi illustrare il tuo processo creativo?

 

"Inizia solitamente con quanto più materiale di riferimento è possibile raccogliere. Effettuo una ricerca approfondita, anche sui siti stock di Internet, cerco preferibilmente foto ad alta risoluzione, in quanto mi sono più utili, ma uso anche immagini scattate da me. Quindi elaboro questo materiale in Photoshop, evidenziando alcune parti, regolando la messa a fuoco o la profondità di campo. Successivamente attuo un laborioso processo di "gridding", cioè suddivido l'immagine con una griglia di quadrati. Poi trasporto questa griglia di riferimento sulla tela o sul foglio di carta ed elaboro il disegno.

La cosa più importante è raccogliere immagini che significhino qualcosa e che abbiano il potere di catturare la mia immaginazione".

 

Paul Cadden

Detroit © Paul Cadden

 

I tuoi disegni sono ambientati in molti luoghi, tra cui India e Detroit. Perché non ci sono più immagini della tua città, Glasgow? Cosa ti attira di quei luoghi?

 

"La cosa divertente è che la foto di Detroit è in realtà una foto dal Canada. Io stavo leggendo un libro su Detroit mentre realizzavo questo disegno, infatti un sacco di titoli del mio lavoro tendono a riflettere qualcosa che mi interessa o sto leggendo al momento. Un sacco di fotorealismo degli anni settanta è venuto dall'America, quindi credo che sia anche un cenno a quei tipi di immagini, ma ha anche a che per fare con la cultura delle immagini del XXI secolo, che tendono a venire da Hollywood. Inoltre cerco di non essere troppo vincolato con la Scozia, la gente spesso vede il mio paese solo come un luogo di colline, campi, tartan e kilt.
Io, prima di tutto, sono un artista , prima ancora di essere scozzese. Inoltre, la natura del mezzo permette una grande libertà. Il materiale di origine è una fotografia che può venire da ovunque nel mondo".

 

 

Paul Cadden

© Paul Cadden

 

Nonostante le loro differenze, l'iperrealismo è intimamente legato con la fotografia. Sei ispirato da fotografi come pure dai pittori e dagli artisti elencati sul tuo sito web?

 

"In realtà si può dire non ci siano fotografi che mi ispirino. Per me la fotografia è sempre un mezzo per un fine, la fotografia è un punto di partenza. Ora è un po' diverso, ma quando ho iniziato non conoscevo nemmeno il nome dei fotografi che avevano scattato quelle immagini, l'importante non è lo stile, ma il fatto che mi colpisca emotivamente. Quando ero molto giovane, 12 o 13 anni, mi sono imbattuto in Francis Bacon, e la potenza di quelle immagini è stata fantastica. Quelle sono state le prime immagini che mi hanno scatenato la voglia di andare a scoprire chi era la persona ritratta."

 

Paul Cadden

© Paul Cadden

 

L'Iperrealismo sta tornando di moda, anche grazie ad Internet. Pensi che questo modo di condivisione sarà in grado di creare nuovo interesse per l'arte?

 

"Penso che l'importanza di internet, per gli artisti, sia importante quanto l'invenzione dei tubetti di latta per i colori, nel XIX secolo. Credo che internet sia incredibile per gli artisti: non penso che il mio lavoro sarebbe stato così conosciuto ed apprezzato se non fosse stato per la rete. Vent'anni fa, quando contattavo le gallerie, era difficile avere visibilità stando a Glasgow. Ora posso contattare persone a New York all'istante e mostrare loro alcune delle mie cose. Questo è semplicemente incredibile."

 

Paul Cadden

4 giorni © Paul Cadden

 

L'Iperrealismo non solo fa ammirare l'abilità dell'artista, ma mette anche in evidenza l'intricata, complessa, natura della realtà stessa. I dettagli della vita quotidiana ti hanno sempre affascinato?

 

"Certo. Guardando i miei disegni precedenti è chiaro che sono sempre stato un artista di rappresentazione. Ho provato a fare diverse cose, stavo solo cercando di essere alla moda, ma la maturazione mi ha portato verso la definizione ed il dettaglio.

Penso che le persone amino incasellare gli artisti con definizioni concettuali: impressionista, fotorealista, iperrealista o qualsiasi altra cosa, ma alla fine tutto si riduce in un fatto di comunicazione. Le persone non devono rimanere ingabbiate nella tecnica: voglio che la mia arte dica qualcosa alle persone.
L'Iperrealismo sembra essere in voga, penso che potrebbe essere una reazione all'arte concettuale. Voglio che la gente apprezzi le cose solo per quello che sono, non importa in quale estremità dello spettro, realtà o concetto, si trovino.
In realtà, entrambe le estremità stanno solo cercando di realizzare la stessa cosa".

 



 


 

 


 

 

 

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