Cultor College

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autore: Sri Nitin Kumar, indiano, si è laureato in ingegneria a Nuova Delhi, per dedicarsi poi agli studi sull'arte e le religioni.

Attualmente è il direttore di Exotic India Art.

E' un convinto sostenitore della filosofia Vedanta, studioso riconosciuto dei Veda, Purana, e dei Brahma Sutra.

Grazie alla sua profonda comprensione della lingua sanscrita, si occupa direttamente delle traduzioni di antichi testi indù in inglese.

Appassionato di arte visiva, nel recente passato ha collaborato con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, di Nuova Delhi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dello stesso autore:

il simbolismo dei colori nell'arte buddhista

 

 

 

 

Leggi anche:
Comprendere l'Estetica Islamica
di Nada Shabout

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cultor coordina il

Global Cultural Network
che riunisce esperti ed istituzioni internazionali
di tutti i continenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Copyright 2012 Sri Nitin Kumar ©

 

 




Islam: l'Estetica mistica

di
Nitin Kumar

 


L'Islam è molto più di una religione formale: è un modo di vita integrale. Per molti versi è un fattore più determinante, per l'esperienza dei suoi seguaci, di qualsiasi altra religione. Il musulmano ("colui che si sottomette") vive faccia a faccia con Allah in ogni momento e non introdurrà alcuna separazione tra la sua vita e la religione, la sua politica e la sua fede.
Con il suo forte accento sulla fratellanza degli uomini, che cooperano per compiere la volontà di Allah, l'Islam è diventato una delle religioni più influenti nel mondo di oggi.

 

MadarsaL'arte islamica tradizionale trasmette il messaggio di spiritualità dell'Islam attraverso un linguaggio senza tempo che proprio per la sua atemporalità e la sua simbologia diretta, è più efficace e meno problematico rispetto alla maggior parte delle spiegazioni teologiche dell'Islam.
Un testo di calligrafia tradizionale o un arabesque è in grado di parlare molto più eloquentemente dell'intelligenza e nobiltà che caratterizzano l'Islam rispetto a molti lavori apologetici dei modernisti islamici o dei cosiddetti attivisti. E' la struttura serena, intelligibile e il carattere strutturato, altamente spirituale, dell'arte islamica che più di ogni altro elemento portano ad una corretta comprensione della cultura dell'Islam.

 

Contrariamente a quanto molti pensano, l'Islam non considera l'arte e la bellezza come un lusso ma come una qualità divina (uno dei nomi di Dio è al-Jamil, "il bello") in quanto anche Dio ama la bellezza.
La bellezza estetica islamica vuole essere pervasiva e, quindi, l'arte che si è sviluppata ha fatto in modo che un musulmano trovasse la gioia della bellezza a tutti i livelli della sua esistenza.
Così sperimenta nel profondo del suo cuore lo stesso senso di pace e di gioia quando è seduto su un tappeto tradizionale, quando visualizza un testo calligrafico, o prega entro le mura di uno dei capolavori dell'architettura islamica che punteggiano il mondo dal Pacifico all'Atlantico.

 

Qui studieremo le dimensioni spirituali dell'arte islamica attraverso i seguenti elementi:

° Architettura Sacra della Moschea islamica
° L'arte islamica della scrittura
° Principi estetici e costruzione di una Comunità Islamica


Architettura Sacra della Moschea islamica
L'architettura sacra per eccellenza dell'Islam è la moschea che non è altro che una ricostruzione dell'ordine dell'armonia e della pace insiti nella natura. Mentre prega in una moschea tradizionale, il musulmano in un certo senso torna in seno alla natura, non dall'esterno ma attraverso il legame interiore che collega la moschea ai principi e ai ritmi della natura.

 

La parola moschea deriva dall'arabo Masjid, che significa letteralmente il luogo di prostrazione (sujud). Questa è la posizione per le preghiere rituali islamiche (namaz), in cui la fronte del devoto tocca il terreno nel supremo atto di sottomissione e di resa di fronte a Dio. Prima della prostrazione tuttavia, all'inizio della sua preghiera, egli sta diritto come l'uomo primordiale, prete di sé stesso, di fronte a Dio, senza intermediari. Namaz

Questo è un risultato unico e significativo nello sviluppo del pensiero mistico, in cui l'uomo non è visto come un essere caduto, ma come vicario di Dio sulla terra, consapevole della sua sostanza teomorfica e competente, sufficiente 'perfetta' per corrispondere direttamente con Dio.

 

Non è, tuttavia, solo lo spazio della moschea in cui i fedeli pregano ad essere importante.
Anche il pavimento su cui si prostrano è di importanza cruciale. Ma prima di tentare di cogliere il significato simbolico del pavimento, è importante capire la posizione dell'uomo stesso nel pensiero islamico.

 

L'uomo nell'Islam è considerato la più perfetta delle creazioni di Dio. Nella preghiera è la fronte di questa più perfetta tra le creazioni di Dio che tocca il pavimento della sala di preghiera, in modo da santificare il pavimento della moschea, facendolo tornare alla sua purezza inviolabile, come la terra originale, all'alba della creazione.
La prima moschea storica si crede sia stata la casa del Profeta Muhammad. La prima moschea 'ufficiale' era a Medina, che architettonicamente è un prototipo della casa del Profeta e in un certo senso una sua estensione. Il Profeta stesso, si ritiene, abbia pregato davanti al trono divino (al-'Arsh) prima di pregare per terra (Farsh), in modo da santificare la terra come specchio e riflesso del cielo. E' questa santificazione del terreno da parte del Profeta, che ha dato un nuovo significato metafisico alla terra e ai tappeti che la ricoprono. Il tappeto, che sia di semplice colore bianco o pieno di disegni geometrici, arabeschi e disegni, è un riflesso del cielo e permette di sperimentare il terreno su cui ci si siede come purificante, per partecipare al carattere sacro della terra.

 

Mosche Majid DelhiPer quanto riguarda lo spazio aperto caratteristico delle moschee, la sua immobilità riflette la presenza pacificante del Verbo Divino, che riecheggia attraverso di essa. La divisione ritmica dello spazio per mezzo di archi e colonne è la controparte al ritmo dell'esistenza cosmica che scandisce le fasi della vita dell'uomo. Lo spazio delle strutture sacre dell'Islam riposa serenamente e nobilmente in un silenzio che è conforme alla natura interna delle cose.

 

L'architettura è, naturalmente, l'arte per eccellenza dello spazio ordinato e tutta l'architettura sacra raggiunge il suo obiettivo fondamentale di porre l'uomo in presenza del divino attraverso la sacralizzazione dello spazio che si forma. Nel caso di questa architettura islamica la sacralizzazione è realizzata per mezzo di polarizzazione dello spazio attraverso la presenza della Ka'ba che si ritiene essere il centro della terra e verso il quale tutti i musulmani si rivolgono nelle loro preghiere quotidiane.

 

Ka'ba La MeccaIl mondo musulmano si sviluppa come una gigantesca ruota con la Mecca come centro e con le linee tracciate da tutte le moschee del mondo che formano i raggi. Queste linee convergono su una città e all'interno di essa su un punto specifico. La città è la Mecca e il punto al centro è la Ka'ba.
La Mecca, il luogo di nascita del Profeta Muhammad, è la città santa dell'Islam e la meta di tutti i pellegrinaggi. La Ka'ba, un cubo di pietra, è l'asse del mondo della cosmologia islamica.
E' orientata diagonalmente, con i suoi angoli verso i punti cardinali di una bussola. Metafisicamente è il centro del mondo, perché è il simbolo primordiale dell'intersezione tra l'asse verticale dello spirito e il piano orizzontale dell'esistenza fenomenica.

Durante il loro pellegrinaggio alla Ka'ba, i pellegrini vi girano intorno per sette volte e questa inerzia della grande folla intorno alla Ka'ba, con il suo curioso vorticoso movimento liquido, se vista da una prospettiva aerea, assomiglia ad un vortice immenso.
Questo rito trova la sua eco nella rotazione intorno al sole. Questi giri ripetuti sono anche il modo per ottenere la massima esposizione al fluido psichico che si crede sia emanato da questi luoghi sacri.

L'architettura sacra dell'Islam è una cristallizzazione della spiritualità islamica e una chiave per la comprensione di questa spiritualità. Gli spazi creati offrono un rifugio in cui l'uomo può gustare, per grazia di questa spiritualità, la pace e l'armonia non solo della natura incorrotta, ma anche un paradiso del quale tale natura è un riflesso. Questo paradiso porta l'uomo alla profondità e al centro del suo essere dove riverbera la presenza divina.

 

L'arte islamica della calligrafia

 

Shaykh Iran

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La calligrafia è un gioiello plasmato dalla mano,

con l'oro puro dell'intelletto.

 

- Abu al-Tawhidi Hayyan

 

 

 

 

 

 

 

Si crede che la calligrafia sia l'incarnazione visiva della parola sacra. Secondo la tradizione islamica Alì, il genero del Profeta Muhammad, è stato il primo calligrafo. Le origini della calligrafia islamica sono fatte risalire a Dio, che si crede abbia scritto l'archetipo celeste del Corano.
Ecco come Ahmed al Qadi, un autore del XVI secolo, vede l'arte della calligrafia e della pittura: 'La creazione stessa è calligrafia divina con cui Dio ha scritto le pagine del cambiamento del tempo con il disegno in bianco e nero dei giorni che diventano notti e delle notti che diventando giorni.'

 

Nun

Un capitolo nel Corano è intitolato 'La Penna' (Surat al-qalam), qalam in arabo significa penna.

Si apre con la lettera Nún che assomiglia appunto ad un calamaio.

Si crede che Dio abbia creato prima il Qalam, poi il calamaio o Nún. Così il capitolo inizia con Nún e Qalam, calamaio e penna. Secondo un altro testo islamico, la penna simboleggia la lingua ed il calamaio la bocca.
 

 

 

 

 

Islamic calligraphy

 

 

 

 

La calligrafia islamica riflette, attraverso il simbolismo della sua forma, l'intreccio tra permanenza e cambiamento che caratterizzano la creazione stessa. Quindi il movimento orizzontale della scrittura, che è un movimento increspato come la tessitura, corrisponde alla modificazione, mentre il movimento verticale rappresenta l'essenza divina permanente. Un altro punto di vista vede la verticalità come il simbolo del principio unificato, e l'orizzontale, come la molteplicità delle manifestazioni.

 

 

 

 

 

Tuba Un altro elemento importante nella valutazione della calligrafia islamica è il concetto di albero.
Un albero non è altro che una manifestazione del potenziale di un seme di trarre sostentamento dalla terra e dall'acqua, producendo una delle vedute più belle del mondo, cioè quella di un albero fiorito completo con rami e foglie.

 

 

Dome Muslim L'uomo è molto simile a un albero. Egli è stato messo sulla terra come un seme. Ma può crescere come un albero solo in virtù dei suoi sforzi.

La Provvidenza, però, gli ha concesso innumerevoli fonti di nutrimento e le opportunità che esistono sulla terra per essere sfruttare.

Tenendo presenti questi concetti, era inevitabile che l'arte unificante dell'Islam combinasse la calligrafia con le forme vegetali stilizzate (arabeschi).
Molti monumenti islamici dall'Anatolia ad Agra visualizzano questo intreccio di forme e di calligrafia arabescata.

 

 

Geometria calligrafia islamOltre alle forme arabeggianti, l'arte islamica combina con la calligrafia anche disegni geometrici. Qui la calligrafia è direttamente legata alla parola divina (il Corano), simboleggiando il principio unitario della creazione, mentre l'elemento geometrico con i suoi schemi immutabili si dice rappresenti il principio maschile.

 

Allo stesso modo, gli arabeschi, si riferiscono alla vita e alla crescita, rivelando l'aspetto materno della creazione. Vista in questa luce, la calligrafia può essere contemplata come il principio da cui originano gli altri due elementi dei modelli islamici, la geometria e l'arabesco (maschio e femmina, rispettivamente), integrandosi come tutte le dualità cosmiche nel Principio finale unificato.

 

 

alipf, calligrafia islamica

 

In un ulteriore sviluppo di interpretazione metafisica, ogni lettera ha una personalità propria, collegata con Allah, o il Dio supremo. Ad esempio la prima lettera dell'alfabeto arabo, Alif, per la sua verticalità è il simbolo di una maestà divina.

Questa divinità è perché tutto l'alfabeto si crede abbia avuto origine da Alif ed anche perché è la prima lettera della parola Allah.

 

 

 

 

 

ba calligrafia islamLa seconda lettera dell'alfabeto è Ba. La sua orizzontalità simboleggia la ricettività dei principi materni e passivi, nonché la dimensione della bellezza che integra maestà.

 

L'intersezione delle due lettere Alif e Ba costituisce il punto che è visualizzato come il supremo, il centro non duale, da cui tutto origina e al quale tutto ritorna.

 

Le dottrine esoteriche che avvolgono la natura della calligrafia, combinate con la sua bellezza, forniscono la chiave per comprendere la sua posizione privilegiata nella gerarchia dell'arte islamica, nonché il suo ruolo importante nella spiritualità islamica stessa. Per secoli i musulmani hanno praticato la calligrafia come mezzo per disciplinare l'anima. In contrasto con lo schema generale delle scritture delle varie parti del mondo che si muovono da sinistra verso destra, la scrittura araba (la lingua del Corano) si sposta da destra a sinistra.

In questo modo un calligrafo musulmano crede che nel tracciare una linea da destra a sinistra, l'uomo si muova dalla periferia al cuore, che si trova appunto sul lato sinistro del corpo, e che per concentrarsi sulla scrittura di parole in belle forme, l'uomo deve riportare gli elementi sparsi della sua anima al loro centro.

 

ceramica islamica

 

 

 

 

Il cuore e l'anima di un musulmano sono costantemente a conoscenza della maestà, armonia, ritmo e del flusso delle forme calligrafiche, che circondano tutte le sfere dell'esistenza, svelando la loro bellezza sulle pagine del Corano, sui muri delle moschee e con le altre forme di architettura, su tappeti e tende, e anche su oggetti di uso quotidiano dall'abbigliamento ai piatti e ciotole in cui è servito il cibo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Principi estetici e la costruzione di una Comunità Islamica


L'Islam è per eccellenza la religione dell'unità a tutti i livelli: ontologico, sociale e politico. Il termine usato per descrivere l'unità è 'Umma', che non è suscettibile di traduzione con una sola parola. Socialmente denota la comunità musulmana, mentre politicamente la 'umma Muhammadiyya' indica 'la nazione di Maometto', un concetto rivoluzionario per cui, per la prima volta nella storia, il criterio della fede sostituisce l'incidente genetico di nascita, ossia il criterio della nazionalità.

 

L'arte islamica è più di un semplice spettacolo di cupole e minareti, abbaglianti, manoscritti miniati e tappeti esotici, è una vera espressione di una ricca cultura che, nel corso di alcune migliaia di anni, ha unificato paesi lontani tra loro come la Spagna e Giava, l'Asia centrale e l'Africa sub-sahariana.

L'Arte islamica esprime le credenze religiose, la struttura sociale ed economica, la motivazione politica e la sensibilità visiva di una tradizione diffusa e unitaria. Alla base delle variazioni di secolo in secolo, e da regione a regione, un'unità coesa della concezione estetica testimonia la potenza e l'ampiezza dell'Islam.

 

Sia nel grande cortile della moschea di Delhi o al Qarawiyyin di Fez, ci si sente all'interno dello stesso universo artistico e spirituale, nonostante tutte le variazioni locali di materiali e tecniche strutturali. La creazione di questo universo artistico con le sue particolari caratteristiche distintive e l'omogeneità di fondo di natura culturale, geografica o temporale richiedono una causa, in quanto nessun effetto di tali dimensioni può essere considerato semplicemente il risultato del caso o un agglomerato accidentale di fattori storici.

 

La comunità è un legame delicato ma resistente che cresce tra le persone che scoprono che la loro identità di base si interseca con quella degli altri. La gente trova sostegno nella comunità, per esempio, in gruppi di individui che affrontano problemi simili, che mandano i figli alla stessa scuola, o che insegnano nello stesso dipartimento in una università. Esperienza comune, origine etnica, finalità sociale, cittadinanza, fede religiosa sono tra le basi più evidenti della comunità umana. La formazione di una comunità, unificata dall'adesione a comuni percezioni spirituali e ideali, è l'obiettivo più alto dell'estetica islamica. L'arte islamica è stato il mezzo con cui lo spirito dell'Islam è penetrato in tutti i tipi e modi di attività, in tutti i momenti della vita dell'uomo, ricordandogli - ovunque fosse - la sua identità. Un'intera civiltà e una cultura profondamente impregnata dai valori spirituali dell'Islam circondano il musulmano, e lo aiutano a vivere islamicamente.

 

Alcuni principi di estetica islamica che rafforzano lo sviluppo di un'unità, sono:

 

1. 'Architettura nascosta' islamica e il Principio di Totalità


Una delle caratteristiche più sorprendenti di tutti i monumenti architettonici islamici è l'attenzione allo spazio chiuso, la parte interna in contrasto con l'esterna, la facciata e l'articolazione esterna dell'edificio.

 

Questo disinteresse per l'aspetto esterno di una struttura è spesso sviluppato all'estremo con una struttura monumentale come una moschea congregazionale, che è completamente nascosta, completamente circondata da edifici secondari adiacenti (ad esempio, un bazar).

Questo 'occultamento' dei monumenti più importanti va di pari passo con la mancanza totale di indicazioni esterne di dimensioni, forma, funzione o significato di un edificio.

Anche se una struttura ha un facciata visibile o un portale, queste caratteristiche ci dicono poco o niente, riguardo all'edificio che si trova dietro di esso. In altre parole, raramente una facciata fornisce qualche indicazione della organizzazione interna o sullo scopo del palazzo in questione. E' raro, quindi, che un edificio islamico possa essere compreso, o che si possano identificare le sue caratteristiche principali, dal suo esterno.

 

 

 

 

Per fare un esempio: una cupola sovrasta la massa di un edificio, in genere è visibile da lontano, ma sprofonda nel dedalo di piccole cupole e tetti delle strutture circostanti.

 

La cupola può indicare una moschea, un palazzo, una scuola o una tomba. Può essere la caratteristica principale di una struttura o può essere soltanto un elemento secondario, ma può anche essere una sola delle cupole nascoste da altre strutture, parapetti o cornici interne del portale. Invece di definire uno specifico tipo di architettura, o di un edificio speciale con una particolare funzione, la cupola sembra essere un simbolo generale, per significare il potere, la città reale, il punto focale, soddisfando quindi gli scopi religiosi e laici.

 

In ogni momento e in tutte le regioni del mondo musulmano si possono trovare 'architetture nascoste', cioè l'architettura esiste veramente, non come un monumento o un simbolo visibile a tutti e da tutti i lati, ma solo quando si entra e si vive all'interno.

 

 

Madarsa studenti islamQuesta indistinguibilità tra edifici che servono a diverse funzioni è uno sforzo importante per favorire lo sviluppo di una comunità.

Facendo sì che l'architettura serva cause diverse: religione, vita domestica, istruzione, funeraria, rendendole indistinguibili, o rendendo inseparabili religioso e laico, l'esteta musulmano portava all'unità di questi due principi.
Lo scopo finale di tutta l'estetica islamica è quindi di creare una totalità unificata. La moschea in una città tradizionale islamica non è solo il centro di attività religiosa, ma di tutta la vita della comunità, abbracciando le attività culturali, sociali e politiche, nonché, in una certa misura, economiche. E' quindi legata organicamente al bazar o al centro della vita economica, o al palazzo sede del potere politico, alle scuole in cui si svolge l'attività intellettuale, ecc. Anche le abitazioni private sono sempre nelle vicinanze e allo stesso modo anche il lavoro, il tempo libero, la preghiera e la cura della famiglia sono integrate e non totalmente separate, nel modello tradizionale di vita islamico, così sono anche intrecciati gli spazi architettonici relativi a queste attività. All'interno della casa, una camera singola viene spesso utilizzata per diverse funzioni: mangiare, dormire, socializzare e pregare, mentre la preghiera può avvenire nei negozi nei bazar, le transazioni nella moschea, e l'insegnamento sia nella moschea che a casa.

 

Quando si guarda una città tradizionale islamica, si osserva che questa unità e interrelazione si riflettono direttamente nell'architettura. Al centro c'è sempre una moschea o tomba di un santo con la città che cresce intorno in modo organico. Inoltre, la città sembra essere coperta da un unico tetto che emana dal centro sacro. In un senso profondo, pertanto, l'architettura sacra dell'Islam getta la sua luce e influenza la formazione di una città islamica, conferendo ad essa la caratteristica di riflettere una santa presenza. Allo stesso modo il pavimento della moschea, sacralizzato dal Profeta stesso, si estende nel pavimento di ogni casa, ogni tetto della città è un'estensione del tetto della struttura sacra che sta al centro di tutto. Lo spazio di tutta la città è pervaso dal periodico canto dai minareti della moschea, che chiama alla preghiera collettiva, e dalla regolare intonazione dei versi coranici provenienti sempre dalla moschea. Tutte componenti estremamente efficaci e strategiche verso la costruzione di una radicata comunità islamica, legata fondamentalmente al suo centro.

 

2. Concetto di unità e arti decorative islamiche


Il ruolo della decorazione è fondamentale in qualsiasi analisi dell'arte islamica. Si tratta di uno dei fattori di unificazione che, per tredici secoli, hanno collegato tra loro edifici e oggetti, lungo tutto l'enorme arco geografico del mondo islamico.

 

Moschea Shah IsfahanNon c'è mai un tipo specifico di decorazione per un certo edificio o uno specifico oggetto, al contrario, ci sono principi decorativi, pan-islamici applicabili a tutti i tipi di edifici e oggetti (da cui deriva l'intimo rapporto tra l'Islam, tutte le arti applicate e l'architettura).

L'arte islamica deve quindi essere considerata nella sua interezza, perché ogni edificio e ogni oggetto incarna principi identici. Anche se gli oggetti e gli edifici si differenziano per qualità di esecuzione e stile, le stesse idee, forme e design si ripresentano sempre.

Questi modelli dimostrano chiaramente il fascino che hanno, per gli artisti islamici, i principi visivi di ripetizione, simmetria, e la generazione continua di trame. Così gli oggetti e le loro decorazioni sembrano riflettere solo un'impressione fugace, essendo una porzione di un disegno che sembra in grado di estendersi, al di là della forma che decora, e implicitamente al di là del mondo della realtà.

Se un limite spaziale definito viene raggiunto, come una parete terminale che ferma il cammino di chiunque si muove attraverso l'edificio, questa sarà decorata con motivi che si ripetono, portando la visuale oltre il limite della parete. Questo è il simbolo di un infinito, l'estensione infinita al di là dell'ordinaria realtà, in un regno superiore invisibile.


Tomba di Hafiz a Shiraz in Iran

 

 

 

 

E' anche significativo che questi disegni siano infinitamente estensibili , composti di singole unità

auto-replicanti.

Nel contesto islamico questo è stato interpretato come manifestazioni visive della unicità di Dio e della sua presenza ovunque.

Rappresentano 'unità nella molteplicità' e 'molteplicità nell'unità'.

 

 

 

 

 

 

 

 
Moschea di HeratGli elementi di decorazione islamica sono per lo più limitati alla calligrafia, geometria e foliazione, e i loro risultati artistici producono effetti ricchi e sontuosi. Un esempio interessante si trova alla base della Moschea di Herat, in Afghanistan.

È coperto con trame, come avviene per un muro o pavimento con arazzi o tappeti. Ogni area ha una sua logica e vi è una logica più ampia che le riguarda tutte insieme.

 

La stessa logica, gli stessi principi, si applicano a qualsiasi mezzo - tessile, ceramica, legno, metalli, libri - e su qualsiasi scala. Nell'immagine a fianco, senza la figura dell'uomo sarebbe difficile dire se l'oggetto della fotografia è molto grande o molto piccolo. La flessibilità di scala corrisponde all'intercambiabilità dei progetti, che possono contrarsi o espandersi per riempire aree diverse, precisando la pervasività del principio divino unificato.

 

Talvolta, nel caso dei pavimenti, la decorazione riproduce effettivamente dei tappeti. La tomba di I'timad ad Dawla in Agra, per esempio, ha un pavimento in marmo intarsiato che riproduce esattamente disegni di tappeti Mughal.

In modo simile, i tappeti da preghiera riproducono, in due dimensioni e su piccola scala, il senso dello spazio sacro della moschea così come l'orientamento cosmico verso la Mecca. Tappeti e moschee sono entrambi luoghi di prostrazione e preghiera. Questa vena decorativa unitaria si estende così in tutta l'arte islamica.

 

Il musulmano è circondato da immagini simili, identificabili, che permeano ogni livello della sua esistenza, facendogli assorbire, lentamente ma in maniera convincente, una sensazione precisa di comunità coesa.

E' anche significativo che i motivi decorativi islamici sono tutti caratterizzati da un'armonia lenitiva e calmante. Costantemente 'in contatto' con queste immagini, il 'livello di comfort' di un musulmano ne è fortemente condizionato, diventando un'abitudine rasssicurante.

 

Tecnicamente il termine per questa 'Unità' è tawhid. Sebbene le opinioni sul modo migliore di interpretare il messaggio essenziale islamico delle arti visive è molto variabile, da un quasi rifiuto di ogni contenuto simbolico a una moderata accettazione per i simboli, le teorie su entrambe le estremità dello spettro pretendono di derivare la loro estetica teologica da questo stesso principio, vale a dire, tawhid - una fede senza compromessi sull'unità e trascendenza di Dio.

 

La migliore espressione di questa unità divina è 'La-ilaha-ill-Allah', (Corano 112:1).

E' costituita da quattro parole:

 

La = Nulla
Ilaha = viene adorato
Illa = ad eccezione
Allah = di Dio

 

Letteralmente tradotto, si afferma: 'Non c'è Dio se non Dio'. Con Unicità di Allah si intende che lui è l'unico Essere eterno, puro e semplice. Il Corano attira la nostra attenzione sulla natura, le sue leggi e i fenomeni - la raccolta delle nubi, la caduta della pioggia, la crescita delle piante, l'esistenza di vita animale e umana, i movimenti delle stelle, l'ascesa e la caduta delle nazioni, il cambiamento delle stagioni, vita, morte, eventi storici e mitici. In tutto questo si crede prevalga la stessa legge. In ogni diversità apparente c'è una unità di intenti e quindi l'unità del mittente. Esso esprime quindi un concetto che annulla ogni molteplicità, tutte le entità separate. Si deve vedere, in un certo senso, il denominatore comune in tutte le molteplicità di forme, si deve vedere l'unità nella molteplicità di fiori, alberi e uccelli, si deve vedere che tutti i cerchi hanno un centro, indipendentemente dalle dimensioni. La realizzazione di questo concetto annulla la molteplicità esaltando l'unità.

 

L'unità dell'arte islamica è legata non solo all'unità del cosmo e all'unità del Principio Divino in sé, ma anche all'unità della vita dell'individuo con quella della comunità. Rifiutando di distinguere tra il sacro e il profano, integrando la religione in tutti gli aspetti della vita e la vita stessa nei ritmi di riti e modelli determinati dalla religione, l'Islam riflette una totalità che è abbondantemente riflessa nei suoi ideali estetici.

 

Conclusione

 

costume tradizionale afganoL'arte islamica è stata il mezzo con cui lo spirito dell'Islam è penetrato in tutti i tipi e modi di attività, in tutti i momenti della vita di un uomo, ricordandogli ovunque si trovi della presenza divina.

L'arte era, e continua ad essere, un supporto preziosissimo per gli ideali di vita islamici.

 

L'Islam, tramite la sua storia e la profondità e l'ampiezza di tutte le sue manifestazioni autentiche, dall'architettura all'arte del vestire, ha sottolineato la bellezza.

 

Ma coloro che oggi pretendono di parlare in nome dell'Islam hanno creato qualche forma di bellezza?

Le qualità di serenità, pace, armonia ed equilibrio che caratterizzano sia la religione islamica che le manifestazioni artistiche e culturali dell'Islam si possono trovare in ciò che questi gruppi attuali creano e producono?

Il criterio dell'arte risulta determinante nel decidere la vera natura delle forze coinvolte in questi gruppi.

Nulla di autenticamente islamico può essere privo delle qualità interiori discusse in precedenza, qualità che sono emerse dalla spiritualità e si sono manifestate nel corso dei secoli in molti climi differenti nelle varie arti tradizionali dell'Islam dalla ceramica all'architettura e all'arte della calligrafia.

 

Riferimenti e Approfondimenti


• Bakhtiar, Laleh. Sufi (Expressions of the Mystic Quest): London, 1997
• Blair, Sheila, and Jonathan Bloom. Islamic Arts: London, 1997
• Hanifi, Manzoor Ahmed. A Survey of Muslim Institutions and Culture: Delhi, 1988
• Hughes, Thomas Patrick. Dictionary of Islam: New Delhi, 1999
• Khan, Maulana Wahiduddin. The Garden of Paradise: New Delhi, 1998
• Masud Khaidar, and Andrei Sakharov. Afghanistan Today, Kabul, 1981
• Michell, George. Architecture of the Islamic World: London 1995
• Nasr, Seyyed Hossein. Islamic Art and Spirituality: Oxford, 1990
• Renard, John. Seven Doors to Islam: New Delhi, 1998
• Williams, John Alden (ed.) Islam: London, 1961


 

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