Cultor College

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autore: Wojciech Toman è un giovane fotografo di 26 anni, interessato principalmente a viaggi e paesaggi, che vive a Varsavia, in Polonia.

Usa molto l'HDR, perché questo è il suo modo di vedere il mondo.

Infatti è anche un esperto programmatore che lavora alla HDRsoft, l'azienda creatrice di Photomatix Pro e Photomatix Essentials.

 

Wojciech Toman

 

In passato ha lavorato nel settore dei cellulari e dei videogiochi e ha preso parte a una serie di progetti open-source correlati a giochi per computer e motori 3D (è sempre stato appassionato di grafica computerizzata in tempo reale).

Proprio il lavoro con la programmazione grafica gli ha aperto le porte alla passione all'HDR: "Amo condividere le conoscenze così di volta in volta cerco di dare alcuni suggerimenti e consigli sul mio blog hdr photographer."

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Consultate:

La fotografia HDR 2° parte

 

 

 

Dello stesso autore:

Golden & Blue hour

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sull'argomento leggete anche:

 

 

La tecnica di base dell'HDR

di Blake Rudis

 

Tecnica HDR

di Ed Vatza

 

HDR

un po' oltre la realtà

di Mark Neal

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La videata per impostare le esposizioni multiple (a forcella o bracketing) della Canon 5D:

 

bracketing HDR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tenicamente, gli ISO "nativi" di una fotocamera sono quelli multipli di 100. Per gli ISO intermedi, la fotocamera digitale alza o abbassa digitalmente il valore nativo più vicino.

Per esempio, ISO 125 in realtà è ISO 100 con un incremento digitale di esposizione; ISO 160 è in realtà ISO 200 con un abbassamento dell'esposizione digitale.
Di conseguenza, ISO 160 e i suoi multipli risultano "più puliti" perché il loro valore è quello "nativo" con l'esposizione abbassata, che contribuisce a nascondere più rumore digitale.

 

 

 

 

 

 

 

 

I cursori: Intensità contrasti locali - (Strength) e Saturazione Colore in Photomatix 4.2.6:

 

Photomatix

 

Per le altre finestre di Photomatix consultate la 2° parte di questo tutorial.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aggiornatevi

sulle ultime novità
di Cultor

sulla pagina Facebook

 

Facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo articolo e le immagini relative non possono essere copiate o riprodotte, senza il permesso del titolare del copyright.
'This article and associated images may not be copied or reproduced elsewhere without the copyright holders permission'.
Copyright 2013 © Wojciech Toman



La fotografia HDR - 1° parte

 

di Wojciech Toman

 

 

 

INTRODUZIONE

In questo tutorial cercherò di introdurre e descrivere la fotografia HDR, che ultimamente è diventata molto popolare. Cercherò soprattutto di rispondere alle seguenti domande:

 

 

Affronterò anche i tipici problemi legati a questo tipo di fotografia e proporrò soluzioni per risolverli.
Cercherò anche di condividere le mie idee ed esperienze sul flusso di lavoro e di post-produzione.
Questo vuol dire che parlerò di foto HDR assolutamente realistiche.

 

HDR tutorial

 

CHE COSA È L'HDR?

 

Molte persone hanno un'idea sbagliata di quello che realmente è la fotografia HDR. Acronimo di High Dynamic Range (che non significa altro che gamma ampia di contrasto e luminosità nella scena), non è né un effetto speciale, né una tecnica di post-produzione. In realtà, è ciò che vediamo ogni giorno, ma che non è correttamente catturato dalle nostre fotocamere. E' una sorta di trucco per superare i limiti tecnici delle attuali generazioni di fotocamere e dispositivi di visualizzazione.

 

tutorial HDR

 

Una delle cose migliori che ho imparato sull'HDR e sul tone-mapping è che si tratta dell'inizio del processo di sviluppo di una foto, non il passaggio finale. A molte persone piacerebbe caricare le foto in Photomatix, elaborarle e condividerle in rete. Tuttavia, fare una buona foto HDR richiede molto più lavoro.
HDR significa avere molte più informazioni sulla luminosità di una foto di bassa gamma dinamica (come un singolo file JPG, TIFF o anche RAW). La luminosità è una caratteristica che ci rapporta alla luce, non al colore, non ha niente a che fare con la temperatura del colore o la saturazione.

 

Probabilmente sapete che non è possibile visualizzare una foto HDR su un monitor senza un passaggio di conversione speciale, conosciuto come tone-mapping. Serve per far sì che siano visibili i dettagli delle alte luci e delle ombre. In questa fase non è necessario preoccuparsi della temperatura del colore o della saturazione.


Vi faccio alcuni esempi. L'HDR sta cercando di risolvere un problema seguente: una scena di vita reale può avere contrasto di 100.000:1 o addirittura superiore. Questo rapporto indica la differenza tra le zone i più brillanti (ad es. il sole) e le più oscure (es. l'ombra profonda di un albero) di quella scena.

 

A volte il contrasto è così alto che anche i nostri occhi non sono in grado di visualizzare tutto e noi percepiamo quelle parti della scena come molto scure o molto luminose. Provate ad uscire da una stanza molto buia verso l'esterno illuminato dal sole. In un primo momento tutto è quasi bianco e sbiadito, poi i colori iniziano a sembrare normali, ma se guardare indietro tutto sarà scuro, quasi nero. Questo perché i nostri occhi hanno una gamma dinamica soltanto di circa 10.000: 1, ciò significa che non possiamo vedere i dettagli nelle ombre e nelle alte luci allo stesso tempo.

 

tutorial HDR


Un altro esempio potrebbe essere quello di una foresta con ombre e luci, con un sacco di luoghi oscuri e raggi di luce attraverso le foglie. Oppure una grotta. Si può provare a scattare da dentro verso l'esterno. In entrambi i casi la nostra fotocamera non riesce a riconoscere (non può) abbastanza dettagli sia nelle luci che nelle ombre, non importa quale sia la loro gamma dinamica (ne hanno una molto peggiore di quella dei nostri occhi). E anche se potessero, non c'è nessun dispositivo di visualizzazione in grado di visualizzare correttamente tali foto. Ad esempio la mia fotocamera, una Canon 5D MK II, ha una gamma dinamica di circa 2.000:1.

 

Questo ci porta alla conclusione che l'HDR in realtà è un trucco, qualcosa che ci permette di superare i limiti dei dispositivi attuali. Utilizza foto con una gamma di luminosità molto più ampia ed esegue una mappatura delle zone che possono essere visualizzate sul nostro monitor.

Ci sono virtualmente infiniti modi per eseguire la mappatura dei toni (come esiste un numero infinito di funzioni di mappatura), ma tutti gli algoritmi (conosciuti come operatori) rientrano in una di queste due categorie:

 

 

Come già accennato il vantaggio principale degli operatori globali è la loro velocità, ma gli operatori locali producono risultati molto più accattivanti, in quanto tengono conto di un maggior numero di caratteristiche, migliorano i dettagli e il contrasto.

 

SOFTWARE HDR

 

tutorial HDR

 

 

In primo luogo è necessario decidere quale software utilizzare. Al momento ci sono un sacco di opzioni, ognuno dei programmi disponibili offre funzionalità leggermente diverse e ha differenti algoritmi di mappatura dei toni, con risultati leggermente diversi (questo è il motivo per cui molti fotografi usano più di un'applicazione). Alcune applicazioni trattano meglio certe scene particolari ma non altre.


Qui di seguito sono elencati alcuni programmi più popolari:

* HDRsoft Photomatix Pro – uno dei più popolari sul mercato.
* Nik Software HDR Efex Pro – lavora come un plugin di Photoshop. Utilizza la tipica tecnologia GUI e U Point di Nik software.
* Adobe Photoshop CS5/CS6 – ha un plugin HDR disponibile out-of-the-box. Anche se ha registrato grossi miglioramenti è ancora considerato al di sotto dei software dedicati.
* Oloneo.


Personalmente, per tutte le mie foto, uso HDR Photomatix Pro 4.2 (+ Lightroom + Photoshop + Topaz plug-in) e lo farò anche in questo tutorial. Tuttavia, molti concetti e idee possono essere utilizzati anche per le altre applicazioni. C'è anche Photomatix Essentials (precedentemente noto come Photomatix Light) - ora in versione 3.2 - che è un po' più facile da usare per i principianti, ma utilizza gli stessi algoritmi della versione Pr,o in modo che è possibile ottenere risultati simili con entrambe le applicazioni.

 

tutorial HDR

 

REALIZZARE UNA FOTO HDR

 

IMPOSTAZIONI DELLA FOTOCAMERA

 

Ho detto che le fotocamere di oggi non sono in grado di catturare tutta la gamma dinamica delle scene di vita reale, quindi la domanda è: come si realizza una foto HDR? Dobbiamo usare un trucco semplice: invece di effettuare una singola esposizione ne prendiamo 2, 3 o più; ciascuna con un settaggio diverso (alcune più scure, altre più luminose, rispetto all'esposizione "corretta").

 

Successivamente queste foto sono fuse in un'unica immagine col processo di «fusione HDR».
La foto risultante ha 96 bit quindi ha molti più dati di luminosità della scena rispetto a qualsiasi delle immagini di partenza. Il numero di foto necessarie per coprire la gamma dinamica varia a seconda della situazione.
Tuttavia, queste foto dovrebbero coprire quanta più luminosità possibile, dalle parti più brillanti a quelle più buie dell'inquadratura. A volte è sufficiente prendere 1 foto (sì! A volte non c'è alcun bisogno di più scatti), a volte 3 altre 5, 7 o anche più. Il numero di foto dipende dalla differenza EV tra i vari scatti della sequenza definita " a forcella" (bracketing), ma generalmente le impostazioni più usate sono: 1.0, 1.5, 2,0 EV.

 

OK, allora potreste chiedere se si deve scegliere l'intervallo 1.0, 1.5 o 2.0? In genere usando 1 EV si ottengono gradazioni di tonalità più morbide. Ma in questo caso servono il doppio degli scatti rispetto alll'intervallo di 2 EV - così la risposta è: dipende. Ma per avere un'idea più chiara di come questa scelta influenzi la qualità dell'immagine potete consultare l'Appendice c: numero di esposizioni e loro influenza sulla qualità dell'immagine.

 

Solitamente si usa un numero di foto dispari, in questo modo si ha un uguale numero di scatti sia per le ombre che per le luci, più uno per i "mezzitoni". Per 5 foto, questa situazione è raffigurata nell'immagine qui sotto:

 

tutorial HDR

 

Per ottenere i dettagli nelle ombre è necessario l'utilizzo di compensazioni di esposizione positiva (ad es. EV + 2, + 4 EV) significa che è necessario sovraesporre una foto. Per ottenere i dettagli nelle luci è necessario utilizzare una compensazione negativa (es. -2EV, -4 EV) cioè scattare foto sottoesposte.

 

Per la maggior parte dei paesaggi sono sufficienti 3 foto:
* 1 per toni,
* 1 per esporre correttamente le ombre (con questo voglio dire che questa foto rivela i dettagli nelle ombre),
* 1 per esporre correttamente le luci.

 

Un più alto numero di foto è richiesto in caso di contrasto molto alto, scene come, ad es.:
* Tramonti e albe,
* Foreste con ombre profonde e pozzi luce
* Interni, quando è visibile anche l'esterno (attraverso finestre o porte)

 

È importante capire che non è sempre vero che "più scatti si usano, meglio è" perché:
* Più foto implicano un tempo più lungo per scattarle tutte. Questo può portare a notevoli differenze tra la prima e l'ultima foto della sequenza, causate dal movimento (vento, movimento di persone e veicoli) il che può portare ad artefatti conosciuti come "fantasmi" (ghosting).
* Non ci potrebbe essere nessuna differenza visiva tra 5 e 50 foto (se 5 foto sono sufficienti a coprire tutta la gamma dinamica della scena, 50 non miglioreranno la situazione). In questo caso è anche possibile che la qualità dell'immagine sia degradata a causa di elementi ghosting (fantasmi) menzionati al punto precedente. Inoltre con più foto, è necessaria più memoria e più tempo per elaborare (50 foto richiederebbero un sacco di memoria – credetemi :)).
* Quando si opera a mano libera è molto difficile realizzare più di 3 scatti allineati correttamente.

 

Scattare il giusto numero di foto è molto importante, in quanto se non ci sono immagini (quindi dati) sufficienti, nell'immagine finale il rumore potrebbe diventare prominente.

 

Come già accennato queste foto vengono poi fuse in una foto HDR, cioè in una foto con un intervallo dinamico molto più ampio rispetto alle immagini di partenza. In Photomatix, e in un certo numero di altre applicazioni, tutto si risolve caricando le immagini sul programma, il processo di fusione poi è completamente automatico (anche se abbiamo ancora la possibilità di impostare alcune opzioni per influenzarlo).

 

Anche se gli scatti "a forcella" consentono i migliori risultati nella maggior parte dei casi (a meno che una foto da sola copra tutta la gamma dinamica della scena), Photomatix e altre applicazioni consentono di caricare e mappare i toni di una singola foto. Non ha neanche bisogno di essere in formato RAW. Può essere sia TIFF a 16 e 8 bit o anche JPEG. Il vantaggio di utilizzare una singola esposizione è che permette di scattare a mano libera ed elimina il problema dei "fantasmi". Naturalmente non sarà una foto HDR reale, ma i risultati spesso sono ancora abbastanza buoni. Di seguito l'esempio di una foto scattata a Barcellona e tonemapped da un singolo file:

 

tutorial HDR

 

La maggior parte del tempo uso una forcella (bracketing) di 3 foto. Questo mi permette di utilizzare le funzionalità di auto-bracketing della mia DSLR che è una caratteristica veramente utile (purtroppo quasi tutte le fotocamere Canon possono scattare solo 3 foto in questa modalità (è molto meglio per chi utilizza le Nikon). Anche se l'auto-bracketing è stato inventato per altro scopo (cioè aumentare la possibilità di scattare fotoesposte correttamente in situazioni di luce difficili) serve ottimamente anche per la fotografia HDR.
Io uso anche la modalità burst (scatto continuo), che diminuisce leggermente il tempo tra gli scatti in sequenza ed è anche molto utile in caso di riprese a mano libera.

 

Scattando foto a forcella, all'inizio è particolarmente importante trovare la giusta esposizione per la foto "media", cioè quella con l'esposizione corretta, che userei se non stessi operando con l'HDR.

Poi scatto le foto in sequenza utilizzando l'intervallo di 2 EV (a volte 1,5 EV). La maggior parte del tempo io uso la forcella a 3 foto (a volte 5 o 7). È importante notare questi scatti devono essere effettuati in una delle due modalità:


* Priorità di diaframma (Av, A),
* Completamente manuale (M).


Perché? La risposta è abbastanza semplice, dobbiamo essere in grado di modificare l'esposizione tra gli scatti consecutivi della sequenza. Tuttavia, vogliamo cambiare solo il tempo di esposizione. Invece usando il diaframma si potrebbero ottenere alcun risultati negativi, a causa delle grandi differenze di profondità di campo. Cambiare ISO, invece, potrebbe aumentare notevolmente il rumore in alcune immagini.

 

tutorial HDR

 

PROBLEMI

La fotografia HDR, presso qualcuno, ha una cattiva reputazione per i problemi presenti in alcune foto, dovuti più che altro alla poca dimestichezza dell'operatore con questa tecnica. Qui di seguito elenco i problemi che si possono riscontrare. Troverete la descrizione più completa su come eliminare ciascuno di essi, in altre parti di questo tutorial (ad es. quando descrivo le impostazioni che uso per Migliorare i dettagli -Details Enhancer).

 

Rumore

 

Uno dei maggiori problemi è rappresentato dal rumore. Se utilizziamo gli operatori tone-mapping locali (come per esempio Details Enhancer) è indispensabile prestare attenzione a questo problema. Poichè gli operatori locali di tone-mapping migliorano i dettagli locali, ma allo stesso tempo rafforzano il rumore (non c'è alcun modo per distinguere tra rumore e una trama molto dettagliata). Per evitarlo:
* Coprire la gamma dinamica della scena. Se ci saranno abbastanza informazioni sulle ombre, il rumore sarà irrilevante. Vuol dire che se la foto più brillante nella scena non illumina sufficientemente le ombre, il loro rumore sarà trasferita all'immagine finale.
* Usare valori ISO bassi, quanto possibile. Ma questo non vuol dire che i valori più bassi, come 50 o 100 ISO, possano registrare meno rumore che 200 ISO. Per questo controllate il valore nativo più basso degli ISO della vostra fotocamera.

 

Disallineamento

 

E' il movimento verticale ed orizzontale tra gli scatti della sequenza a forcella. Questo può causare problemi con l'allineamento delle foto. Per ridurre al minimo questo movimento è buona idea utilizzare un treppiede robusto e il pulsante di scatto remoto. Tuttavia, molti dei miei scatti sono manuali a 10 mm (equivalenti a 16 mm) o 24 mm così il movimento è davvero difficile da notare.


Aspetto troppo saturo

 

Uno degli errori più comuni è la saturazione che, in Photomatix Pro, è impostata su un valore relativamente elevato. Questo conferisce ai colori un aspetto grunge o surreale, proprio quello che alcuni vedono come un difetto dell'HDR!

Di solito, con l'impostazione della saturazione, non vado oltre il valore di 80 e la maggior parte del tempo la tengo tra 40 e 50. Inoltre si deve essere consapevoli che questo cursore è un po' diverso da quello della saturazione in Lightroom o Photoshop, nel senso che altre impostazioni influenzano il suo comportamento.

Ad esempio utilizzando un valore più basso per l'Intensità contrasti locali - (Strength) consente di utilizzare valori superiori per la Saturazione. Utilizzando valori più alti perl'Intensità contrasti locali , invece, si deve ridurre la saturazione per mantenere l'aspetto realistico.


Inoltre particolari colori (soprattutto rossi e verdi) potrebbero risultare ancora troppo saturi nonostante l'uso piuttosto basso di saturazione in Photomatix. La correzione è facile. È possibile utilizzare la finestra del Finishing Touch in Photomatix o i cursori della saturazione in Lightroom (o il livello di regolazione tonalità/saturazione di Photoshop). Un'altra soluzione è utilizzare il cursore di vividezza (Vibrancy) in Lightroom.
Ecco la foto di esempio. Gli azzurri del cielo e rossi del tram sono in questo caso molto innaturali:

 

tutorial HDR

 

Aloni artefatti

 

È l'errore più comune, commesso dai principianti. Si manifesta con un alone visibile soprattutto sul confine tra due regioni con luminosità molto diverse (es. tra cielo e foresta). Si può risolvere in molti modi: diminuendo l'Intensità contrasti locali - (Strength), diminuendo le regolazioni di illuminazione impostandola al naturale o naturale +, aumentando il valore Smooth Highlights. È possibile anche utilizzare la combinazione di questi settaggi per ottenere risultati senza aureola. Un'altra possibilità è quella di utilizzare gli strumenti Scherma e brucia (dodge & burn) in Photoshop, ma personalmente cerco sempre di risolvere il problema in Photomatix.
Ecco un esempio di questo problema creato quando si utilizza il predefinito (preset) "surreale" da Photomatix Pro 4.2:

 

tutorial HDR

 

Ghosting - Fantasmi

 

L'ultimo problema che vorrei citare è il ghosting, i fantasmi. Sono causati dal movimento, ma al contrario dei problemi di allineamento, i fantasmi sono causati da soggetti in movimento tra gli scatti: le persone possono camminare, le foglie d'erba muoversi col vento, l'acqua scorrere... il movimento è ovunque!

Approfondirò questa questione quando dirò come risolvere questo problema.

 

Nella foto qui sotto potete vedere alcuni artefatti fantasma: Date un'occhiata soprattutto all'automezzo azzurro sulla sinistra e alla gente sulla destra. Questi sono i fantasmi.

 

HDR tutorial


HDR tutorial


 

La fotografia HDR - 2° parte

 


 

 

 

< >