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L'autore: Oliver Geffken della GEFFKEN MIYAMOTO di Berlino crea e progetta ambienti per moda, arte, società e cultura.
Pur rispettando gli aspetti convenzionali e tradizionali dell'architettura e dell'interior design, crede nella sperimentazione e nel superamento delle regole

 

 

 

 

 

 

 

Questa visione dei principi dell'estetica giapponese è stata possibile grazie ad una trascrizione di un discorso di Masayuki Kurokawa, uno dei più grandi architetti giapponesi, che ha influenzato profondamente il design contemporaneo.

Masayuki Kurokawa

Il suo lavoro più noto è la serie"GOM" (ospitato nella collezione permanente del MoMa) nel quale la gomma è stata usata come materiale primario nella maniera esteticamente più gradevole.

Per Kurokawa: "Tutto è architettura, dagli spilli agli edifici".

I suoi lavori sono esposti in tutto il mondo.

 


 

 

 

 

 

* Il sukiya era un tipo di costruzione in genere sotto forma di capanna, usata nello svolgimento della cerimonia del tè, originariamente ideata da Sen Rikyu verso la metà del XVI secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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* Sen no Rikyu (1522-91): è stato un monaco buddhista giapponese, zen, riformatore della Cerimonia del tè, che codificò in maniera definitiva nella forma wabi-cha.

 

** Morning glory è il nome attribuito comunemente a oltre mille speci di fiori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

le otto manifestazioni dell'estetica giapponese - parte 2°

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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Copyright 2013 © Oliver Geffken

 

 



Otto manifestazioni dell'estetica Giapponese 1° parte

 

di Oliver Geffken

 

 

Estetica Giapponese
"Non è chiaro esattamente dove finisca una montagna.....
........ e non ci sono chiari confini esistenti tra le persone e le cose."

 

Masayuki Kurokawa

 



1 - Totalità nei dettagli: Bi
2 - Aggregazione di dati in parallelo: Hei
3 - Reciproca armonia creata dall'aspetto dei dettagli: Ma
4 - Semplificazione che porta alla ricchezza: Fu

2° parte
5 - Splendore creato attraverso occultamento: Hi
6 - Il mondo era originariamente armonioso: So
7 - Bellezza fluente con nessuna resistenza: Ka
8 - Distruzione è creazione: Ha

 


 

 

1. Totalità nei dettagli: Bi

Credo che siano proprio i dettagli (Bi) ad abbracciare l'intero. In termini di persone, l'idea è che l'armonia complessiva è ottenuta non dalle persone che sono consapevoli del peccato, come determinato da Dio, ma dall'insieme dei loro sentimenti e dalla loro considerazione per gli altri, in forme come la vergogna e l'obbligo; in altre parole dagli individui che costituiscono i frammenti della società che possiede una natura sociale.
In termini di spazio, il mondo intero è concentrato in specifici luoghi rappresentati nel modo in cui individui particolari sono localizzati in termini di "qui" e "là".

 

Anche a livello di tempo, i singoli momenti che costituiscono l'"adesso" sono legati al passato e al futuro.
In occidente c'è l'idea che Dio sia presente nei dettagli più semplici, ma in Giappone l'idea è che è siano proprio i dettagli più piccoli ad ospitare l'intero. I dettagli non sono una parte del tutto, ma incorporano all'interno il tutto.

Questo è il motivo per cui la sukiya *, la capanna in cui si svolge la cerimonia del tè, è pensata come uno spazio che costituisce un microcosmo dell'intero universo.

La sukiya si proietta radialmente fuori, nel giardino, per poi allontanarsi anche dal giardino verso il paesaggio al di fuori, così che alla fine comprende tutto il mondo. Nella società è l'individuo; in un villaggio sono i singoli edifici; nello spazio è il"qui" e il "là"; per quanto riguarda il tempo è il momento rappresentato dall'"adesso" che abbraccia la totalità.

 

sukya cerimonia del the

Nonostante il fatto che il giardino si trovi fuori dalla sukiya, ogni attenzione è rivolta ai suoi minimi dettagli nello stesso modo come lo spazio all'interno della stanza. Si considera che ogni angolo del giardino possieda lo stesso valore del mondo stesso.

 

La Sukiya incorpora all'interno del suo spazio interno ogni aspetto del paesaggio, visto da dove è seduto il maestro del tè, compresa l'interno della sala, il giardino, l'area esterna, la vista in lontananza e poi fuori nell'universo stesso, alla maniera di una spirale che si estende progressivamente dall'interno della stanza all'esterno.

 

Sukiya cerimonia del the

Il mondo si espande così dalla camera interna, fuori, al corridoio esterno, al giardino e poi al paesaggio al di là del giardino della proprietà, con conseguente graduale espansione del mondo, a vari livelli, da un unico punto all'interno della stanza. La consapevolezza giapponese dello spazio è che l'espansione esterna va ad incorporare tutto, compreso l'universo stesso. Un singolo punto è così una concentrazione di tutto il mondo.

 

2. Aggregazione di dati in parallelo: Hei

È proprio perché il tutto è presente nei dettagli, che i dettagli sono in grado di mantenere la loro distanza, uno dall'altro, armonizzandosi sotto forma di un aggregato composto solo da particolari. Se i dettagli sono solo parti del tutto, avranno bisogno di essere mediati da un'infrastruttura, ma sono anche in grado di coesistere in proprio quando sono organizzati in parallelo. Il Parallelismo (Hei) si riferisce a una struttura piatta senza strati, in cui i singoli dettagli non sono mai sacrificati al tutto.

 

Nella distinzione tra strutture che possiedono valori normativi, come Dio, per esempio, la struttura dei valori giapponesi è tale che le norme vengono create da fattori quali la considerazione e la vergogna, che entrano in gioco tra le singole persone. Questo è il meccanismo per cui sono mantenute relazioni parallele e questo fa sì che sia possibile armonizzare con gli altri, mantenendo un'adeguata distanza.

 

Uno potrebbe paragonare la struttura delle città occidentali, con le loro infrastrutture, ad un albero, in contrasto a come è disposto un villaggio giapponese, organizzato alla maniera di una rete parallela.
Anche il cervello umano è strutturato come una rete parallela di neuroni e, similmente, il mondo creato da Internet è una rete parallela di individui. Le relazioni parallele sono l'esaltazione della democrazia.

 

Hei

Gli spazi giapponesi sono tali che ogni uno dei dettagli è considerato di pari importanza, possiedono quindi una struttura in cui le prospettive ottenute da una varietà di dettagli individuali sono in grado di coesistere in parallelo.

 

Hei

 

Le cellule, o i neuroni nel cervello umano sono unità indipendenti, unità sparse esistenti in parallelo. In ogni occasione stabiliscono, a richiesta, connessioni mediante stimoli.

 

Hei

 

Il Museo d'arte del XXI secolo di Kanazawa, progettato da Kazuyo Sejima, è costituito da un montaggio parallelo di sale rettangolari dislocate all'interno di un muro circolare, esterno, in vetro. L'interno del museo è organizzato esattamente come un villaggio, composto da sale espositive che mantengono la loro distanza l'uno dall'altra. Le mostre possono svolgersi collegando liberamente le singole sale.

 

3 - Reciproca armonia creata dall'aspetto dei dettagli: Ma

L'armonia sociale in Giappone è stata creata da fattori connessi con il modo in cui le persone si riferiscono agli altri, ad esempio con i sentimenti di vergogna e di considerazione. Affinchè la gente coesista e armonizzi, nelle società monoteiste sono impiegate norme basate su valori assoluti , ma tali norme non nascono in un paese politeistico come il Giappone, dove tradizionalmente si pensa che le divinità esistano nella natura e nelle cose stesse. La chiave per ottenere armonia, in modo da facilitare la convivenza tra le persone, è la considerazione per gli altri. Per i giapponesi, che hanno un'avversione per la vergogna, che danno molta importanza all'armonia, ai doveri, e che gioiscono della fusione con la natura, è proprio questo allontanamento dalle cose e dalla natura che fornisce un'importante norma a cui ispirare la propria vita.

 

Come nel caso delle relazioni tra persone, cose, suoni e immagini sono disposti in maniera tale da risaltare il loro allontanamento reciproco. Questo è considerato il modo in cui l'armonia può essere ottenuta attraverso il mondo come un insieme. Lo spazio necessario per ottenere questa armonia è conosciuto in giapponese come Ma.

 

Il Ma è creato da quelle apparenze che potrebbero definirsi come "stima" o "fascino" delle persone, cose, suoni ed immagini. Il senso di vergogna e di armonia dà luogo alle apparenze generate dalle persone. Queste apparenze rispondono alle apparenze di altre persone, cose, suoni e immagini e armonizzano con loro. Questo concetto di Ma è improbabile che emerga nel mondo occidentale, dove l'assolutismo è il principio dominante.

 

Ma

I nomi, l'esistenza e i confini di parti separate non sono chiari. Non è chiaro esattamente dove finisca una montagna. Le persone hanno un senso dell'apparenza e non ci sono chiari confini esistenti tra persone e cose, ma il risultato di questa raccolta di apparenze.

 

Estetica Giapponese

Nel suo quadro intitolato "Pineta" (Shorin-zu), Hasegawa Tohaku stabilisce in parallelo due pinete con confini vagamente delineati, con il risultato che lo spazio vuoto tra loro dà luogo a un misterioso senso di spazio. Questo è il potere del Ma.

 

4. Semplificazione che porta alla ricchezza: Fu

 

Molte persone pensano che sia proprio la semplicità ad offrire i mezzi per ritrarre la vera ricchezza. Uno dei principi del design moderno, esposto da Mies van der Rohe era "meno è più", e sembra probabile che questo sia un principio che Mies ha recepito proprio dalla filosofia estetica giapponese. L'idea qui è che nulla non significa necessariamente l'assenza di tutto, e che esso contenga al suo interno i semi della diversità.

 

C'è una tendenza all'interno dell'estetica giapponese a mettere più importanza sulla consistenza più che sulle dimensioni della forma. Per quanto riguarda l'uso della carta washi, di pavimenti, pareti e stuoie tatami, l'estetica della cerimonia del tè, nella capanna sukiya, è basato su forme semplici con un'attenzione particolare alle trame. Anche nel caso del kimono, ad essere considerati importanti sono l'aspetto della trama e la colorazione del tessuto, mentre la forma del costume come tale è totalmente standardizzata.

 

L'espressione è stata ridotta e semplificata, ma in realtà ciò che sta accadendo è la concentrazione della coscienza sui dettagli minuti.

 

Sen no Rikyu*, il grande maestro della cerimonia del tè, si dice abbia salutato un ospite con un singolo morning glory** rimasto dopo che aveva reciso tutti gli altri fiori. Il suo approccio è stato senza dubbio basato sull'idea che l'impressione più viva poteva essere creata dal processo di eliminazione.

 

La sensibilità giapponese è interessata innanzitutto ai piccoli dettagli, dove si pensa si concentri tutto il mondo. È proprio tagliando ed eliminando, che diventa possibile liberare la grandezza nascosta all'interno dei particolari.

 

Fu

 

Questa in alto è una brocca mizusashi del tipo usato nella cerimonia del tè, disegnata da Masayuki Kurokawa.
In silicio, contrasta con l'estetica tradizionale della cerimonia del tè, ma il progettista ha voluto mantenere una forma semplice con l'enfasi su una trama finissima che ricorda il tofu, uno dei cibi tradizionali del Giappone. Incorpora il concetto estetico definito in giapponese come Ha (8° principio: distruzione è creazione)

 

Fu

 

Intorno alla parte esterna dello spazio pilastri-e-travi che risulta da questo processo di rimozione sono impostate le pareti esterne fatte di legno e carta conosciute come akari-shoji. Queste sono pareti che possono essere aperte o chiuse. I pavimenti sono semplici strutture ricoperte con stuoie tatami. La casa così è composta con il minimo assoluto di elementi.

 

Se si aprono le pareti dello spazio a forma di scatola, ciò che rimane è uno spazio costituito da pilastri e travi.
Le pareti possiedono una struttura rigida, lo spazio all'interno di un edificio in legno giapponese è una struttura di pilastri e travi, creata dallo spostamento delle pareti, diversamente dagli edifici europei in pietra con le loro strutture di pareti fisse.

 


 

le otto manifestazioni dell'estetica giapponese -parte 2°

 

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